domenica 11 febbraio 2018

Dovremmo essere tutti femministi – Chimamanda Ngozi Adichie

Non leggo molti saggi, penso di poter contare su una mano tutti quelli che ho letto sin’ora. Non so come mai, forse perché ho sempre paura che siano noiosi. Mi piacerebbe ogni tanto prendere un libro che non sia di narrativa e potermi immergere, e nel contempo apprendere, riflettere. Ad esempio vorrei leggere delle belle biografie, o studi riguardo ad argomenti che mi interessano, per saperne di più.
Scorrendo la mia wishlist ci sono pochissimi saggi, forse due o tre in tutto. E ora, uno di meno.

Il motivo per cui mi ha incuriosita “Dovremmo essere tutti femministi”, piccolo phamplet della Adichie (di cui ho già in wishlist da tempo immemore “Americanah”), è principalmente che ho sempre visto il femminismo come un movimento sospetto.
Sono curiosa riguardo le opinioni sul femminismo, perché ce ne sono moltissime e la maggior parte sono contrastanti.  La prima cosa che si pensa quando si parla di femminismo sono le prime manifestazioni anni ’60 con le quali le donne hanno cominciato a ribellarsi ad un sistema che le voleva angeli del focolare. Poi vengono alla mente i luoghi comuni sulla feroce femminista-tipo: non si depila, odia tutti gli uomini e non ha un fidanzato, è sempre arrabbiata, e non dimentichiamo che ha forti probabilità di essere lesbica – non è chiaro se essere femminista sia una conseguenza o un risultato dell’orientamento sessuale. Gli esperti ancora dibattono su questo argomento.

Una delle cose che vengono in mente a me, invece, è che il femminismo si fa portatore di battaglie che io non supporto, per questo sono così restia a definirmi femminista, nonostante sia del tutto favorevole all’uguaglianza dei sessi.
Mi sembra che il femminismo voglia che la donna somigli all’uomo, non che la donna abbia pari diritti e opportunità. Come se l’uomo fosse il prototipo ideale che dobbiamo raggiungere. Si fanno i complimenti a una donna dicendo che “ha le palle”, si pensa che la donna di oggi debba essere tosta, forte, non farsi intimidire, fare carriera. Tutte caratteristiche che appartengono alla natura maschile o comportamenti che, fino ad oggi, sono stati tipici dell’uomo.
Altra idea di cui ho sentito parlare invece è l’esatto opposto: gli uomini dovrebbero essere più come le donne. Accettare la loro sensibilità, togliersi dalla testa idee retrograde che vedono l’uomo il pilastro della famiglia, essere sempre ‘dei duri’. Credo che ci sia un fondamento di verità in questo, in quanto esistono moltissimi luoghi comuni anche sugli uomini, ma non è detto che la soluzione sia assomigliare alle donne. Piuttosto gli uomini, come noi donne, dovrebbero battersi per dimostrare che tutti i preconcetti che si hanno sul maschio sono sciocchezze.
Alcuni gruppi che si definiscono femministi dichiarano cose assurde, ad esempio che se l’uomo può andare in giro a torso nudo allora anche le donne dovrebbero poterlo fare. Quello non è femminismo, è solo mancanza di buon senso.

Per questo non apprezzo il femminismo, almeno per come lo definiamo oggi. Penso che ci sia bisogno di un femminismo diverso, il tipo di femminismo che ho scoperto nelle parole della Adichie e nel quale mi sono finalmente rispecchiata.
Le donne vengono ancora rese oggetto di ingiustizia nella nostra società, che fra l’altro è quella dove ce la passiamo meglio. Esistono paesi e culture nelle quali le donne vengono maltrattate fisicamente, mentalmente, e tutto ciò non è contro la legge ma, anzi, ne fa parte! In alcuni paesi la donna è inferiore per cultura. Chi dice che ormai il femminismo non ha ragione di esistere ha torto, e la realtà in cui viviamo lo dimostra tutti i giorni.
Credo che sia sempre più voluto, oggi, un femminismo che non parla solo della donna, una sorta di femminismo bisex. Il tipo di femminismo nel quale anche gli uomini possano rispecchiarsi, che anche loro possano abbracciare, perché è giusto che sia così. Noi donne conviviamo con gli uomini, e nessun movimento per salvaguardare i nostri diritti sarà mai completo se non vi includiamo anche l’uomo. Non c’è nessuna crescita se combattiamo solo per i diritti delle donne, se cerchiamo di imporre la supremazia di un genere sull’altro.
Per questo dovremmo essere tutti femministi. Perché così facendo si elimina la distanza che c’è fra noi, si eliminano le discriminazioni e le ingiustizie nei confronti di tutti, e prima di pensare all’uomo o alla donna si pensa alla persona.


Vi lascio alcune delle frasi del libro che più mi hanno colpita e che, spero, possiate trovare interessanti.

Quindi gli uomini governano, nel vero senso della parola, il mondo. La cosa poteva avere senso mille anni fa, quando gli esseri umani vivevano in un mondo in cui la forza fisica era la qualità più importante per sopravvivere. La persona fisicamente piú forte aveva piú probabilità di diventare il capo. E gli uomini di solito sono fisicamente piú forti (è ovvio che esistono molte eccezioni). Oggi viviamo in un mondo profondamente diverso. La persona piú qualificata per comandare non è quella piú forte. È la piú intelligente, la piú perspicace, la piú creativa, la piú innovativa. E non esistono ormoni per queste qualità. Un uomo ha le stesse probabilità di una donna di essere intelligente, innovativo, creativo. Ci siamo evoluti. Ma le nostre idee sul genere non si sono evolute molto.

Facciamo un grave torto ai maschi educandoli come li educhiamo. Soffochiamo la loro umanità. Diamo della virilità una definizione molto ristretta. La virilità è una gabbia piccola e rigida dentro cui rinchiudiamo i maschi.
Insegniamo loro ad aver paura della paura, della debolezza, della vulnerabilità. Insegniamo loro a mascherare chi sono davvero, perché devono essere, per usare un’espressione nigeriana, «uomini duri».

Qualche tempo fa una giovane è stata vittima di uno stupro di gruppo in un’università nigeriana, e la reazione di molti suoi coetanei, sia maschi sia femmine, è stata piú o meno questa: sí, lo stupro è una cosa sbagliata, ma cosa ci faceva una ragazza in una stanza da sola con quattro ragazzi?
Cerchiamo, se possibile, di mettere da parte l’orribile disumanità di questa reazione. A questi nigeriani è stato insegnato a ritenere la donna colpevole per sua stessa natura. E ad aspettarsi cosí poco dagli uomini che vedere l’uomo come una creatura selvaggia priva di autocontrollo per loro è tutto sommato accettabile.

9 commenti:

  1. Sono molto d'accordo con le tue perplessità sul femminismo, che naturalmente è molto più di questo. In parte credo che noi, essendo cresciute in una situazione abbastanza equilibrata per i due sessi, non siamo pienamente consapevoli dei problemi e delle tappe che ci hanno fatte arrivare fin qui. Certo non posso considerare un obiettivo l'uguaglianza tra uomini e donne, da qualunque parte penda. Sviluppare le proprie potenzialità è vincere; alterarle per imitare modelli estranei è perdere. Chi ha detto che dobbiamo essere uguali? Viva le differenze! E viva i saggi, che riservano bellissime sorprese. Io li ho scoperti qualche anno fa, e ora leggo quasi più saggi che romanzi (ma dipende molto dal periodo).

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    1. Infatti ci sono molte persone, sia donne che uomini, che pensano che non ci sia più bisogno del femminismo, che le donne hanno raggiunto la parità, ma non credo sia vero. Ogni donna, persino noi che viviamo nel benessere rispetto ad altre, si rende conto che ci sono delle differenze che la penalizzano.
      Se hai saggi da consigliare dimmi pure, voglio cominciare a farmi una cultura al riguardo :D

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    2. Impossibile! Bisogna scegliere i saggi sulla base dei propri interessi, anche se a volte uscire dal sentiero fa fare belle scoperte. Io leggo sui Celti, sul druidismo, sui viaggi a piedi e in bici, sui maestri spirituali del passato e del presente, sugli indiani d'America, sulla natura. Non saprei proprio consigliarti. :)

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    3. Caspita, non ho proprio idea di cosa potrei leggere! Penso saggi riguardo alla religione e alla storia ^^

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  2. Anch’io sono d’accordo con le tue riflessioni: non mi è mai piaciuto il femminismo “estremo”, ci sono battaglie che vanno condotte con toni meno esasperati di quelli usati da chi rivendica un universo non ancora del tutto riconosciuto. Io trovo normale che esistano delle differenze fra uomo e donna, ma questo non deve portare a sostenere una superiorità inesistente o un livellamento a tutti i costi. Purché si capisca che l’intelligenza, la creatività, come dice il brano che hai citato, non sono fattori legati agli ormoni, ma una “malattia” che “colpisce” tutti, maschi e femmine.

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    1. Ogni movimento ha i suoi estremisti e purtroppo nemmeno il femminismo ne è esente.
      La cosa migliore che possiamo fare è cercare di vederne i lati validi, e non "esasperarli" (un termine che trovo molto adatto a descrivere certi atteggiamenti che ho letto nel femminismo).

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  3. Io credo che il femminismo che racconti nella prima parte del post sia la sua caricatura, non ho mai incontrato femministe così, ma un sacco di uomini che credono che le femministe debbano essere così. Semplicemente il femminismo dice che le donne possono. Non devono ma possono. Essere casalinghe o austronaute. E che quindi abbiano anche il sacrosanto diritto di cedere come vestirsi e sì, anche se e come depilarsi (questa cosa non so perché rimane impressa a tutti, ma l'idea è solo che lo si fa perché ci va di farlo, mica per obbligo). E, sopratutto, il femminismo è libertà anche per l'uomo. Perché se la donna può fare il meccanico se gli va, per dire, vuol dire che anche l'uomo deve avere il sacrosanto diritto di fare l'estetista, se gli va, senza che la sua virilità venga sminuita. Da prof ho visto molti più ragazzini presi in giro per aspirazioni non considerata virili che ragazzine prese in giro per attitudini considerate poco femminili e nella stragrande maggioranza dei casi l'orientamento sessuale non c'entrava niente. Essere femministe vuol dire anche acconsentire che a un ragazzino piaccia coltivare i fiori e che lo possa dire senza essere preso in giro dai compagni.

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    1. Personalmente non ho mai trovato nemmeno io persone che incarnassero tutte queste caratteristiche, ma ho incontrato donne che si avvicinavano ad alcuni dei concetti del femminismo che amo di meno. Perché sì, una persona che racchiude tutte queste convinzioni è una parodia e in realtà non esiste - almeno spero.
      Sono d'accordo quando dici che il femminismo è una libertà per l'uomo. La libertà di non essere considerato subito il responsabile di maltrattamenti volti a una donna, la libertà di non doversi dimostrare sempre 'macho' a tutti i costi. Le più grandi discriminazioni che vengono fatte agli uomini, come mi hai fatto notare, vengono fatte da ragazzini. Una bambina che gioca a calcio verrà vista come un maschiaccio ma non è così male in fondo, un ragazzino che ama la danza invece viene deriso.

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