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lunedì 8 ottobre 2018

Eternal war, Vita Nova - Livio Gambarini

Finalmente sto postando una recensione, mi sembra un secolo che non ne posto una.
In quanto a letture avevo già accennato a quanto quest’anno stavo faticando a leggere, più per mancanza d’ispirazione che di tempo, quindi i libri che ho portato a termine sono, con tutta probabilità, dei libri eccezionali già solo per aver tenuto la mia attenzione alta. Tuttavia di questi libri eccezionali ancora non ne ho recensito nessuno – questo sì per mancanza di tempo.
Sono qui per rimediare.

Qualche settimana fa mi è arrivata una richiesta di lettura da parte di un autore, che ringrazio per essersi ricordato di me e avermi dato la possibilità di leggere la seconda parte della sua serie, un fantasy storico ambientato nella seconda metà del 1200 con protagonista Guido Cavalcanti (sì, quel Guido Cavalcanti). Forse qualcuno ricorderà la recensione del primo volume, che trovate qui, e se non ricordo male era più entusiastica di quanto io stessa mi aspettassi all’inizio.
In ogni caso adesso vi ammorberò con un sacco di ammore per il secondo volume, perché “Eternal war, Vita Nova” di Livio Gambarini, è ancora meglio.

Avevamo lasciato un Guido felice e soddisfatto della propria esistenza, appena sposato con l’amata Bice degli Uberti e sfuggito per un pelo al controllo dell’Ancestrarca Chiaranima. Urge subito un chiarimento: gli Ancestrarchi sono spiriti che rappresentano le famiglie più importanti. Tramite l’influenza che hanno sul Pater Familias possono aiutare la stirpe a crescere in potenza e ricchezza. Assieme a molti spiriti, che altro non sono se non lo specchio di ciò che accade nel nostro mondo, si muovono in una sorta di universo parallelo, profondamente legato alla nostra quotidianità, le Lande dello Spirito.
L’Ancestrarca della famiglia Cavalcanti, Kabal, si ritrova ad un bivio quando Guido è in pericolo di vita e sceglie di donargli il potere di viaggiare nelle Lande dello Spirito. In questo modo lo salva, ma adesso Guido può vedere con i propri occhi la corruzione e il male che albergano nel mondo, che nelle Lande non sono nascosti ma, al contrario, bene in vista ad influenzare le decisioni degli esseri umani. Disgustato da ciò che vede, Guido sceglie di recidere il suo legame con Kabal, per non essere più un burattino nelle sue mani e non sottostare a nessuna influenza. Scopre così che nulla, nella sua vita, è mai stato semplice e naturale, nemmeno innamorarsi della sua adorata Bice. Così, per liberarsi dell’ultimo spirito – il più forte – che lo comanda, ingaggia una battaglia contro Amore stesso e vince. Nelle Lande il suo petto è solcato da una cavità profonda, laddove ha estirpato l’amore.
Adesso Guido è un uomo libero da legami e costrizioni. E scoprirà se la sua scelta è stata giusta o se dovrà pentirsene.

Oh be’, avrete già capito che mi è piaciuto. Non sono capace di scrivere riassunti quando un romanzo non mi ha entusiasmata, escono freddi e incolori e fatico a scriverli, penso si noti subito. Questo è venuto fuori praticamente da solo.
Allora, difficile non fare spoiler data la complessità della storia, ma cercherò di non farlo. Ricordo che nel primo volume una delle cose che mi era dispiaciuta di più era il fatto che sembrasse affrettato, perché mi sarebbe piaciuto dilungarmi di più e conoscere meglio i personaggi e il mondo in cui si muovono. Qui l’autore ha esaudito il mio desiderio come se mi avesse sentita esprimerlo, infatti abbiamo modo di conoscere meglio i personaggi, di sondare le loro sfaccettature e scavare in quelle che, nel primo libro, sembravano quasi maschere, inoltre capiamo meglio come funziona il mondo fantastico nel quale si muovono.
In questo volume scopriamo che Kabal non è il personaggio cinico e persino un po’ malvagio che abbiamo conosciuto – almeno, non solo. Dimostra un reale desiderio di proteggere Guido e la sua famiglia, un desiderio che a volte va oltre la brama di potere. Allo stesso tempo anche Guido, che nel primo romanzo pareva quasi un ingenuo, unicamente controllato da Kabal, tira fuori un carattere pieno e completo, in grado di mutare i sentimenti che ho provato per il personaggio (all’inizio mi inteneriva, poi l’ho odiato, poi compatito, vi lascio scoprire da soli il perché).
L’unica difficoltà che ho trovato nella lettura è stata l’abbondanza di personaggi. Forse perché ho letto la prima parte tempo fa, ma a volte me li confondevo e all’inizio ho faticato a riallacciare tutti i fili per una lettura scorrevole. In effetti il romanzo è molto complesso, sia per trama che per ambientazione, tuttavia l’autore ha saputo inserire nei posti e nei modi giusti richiami a quanto successo in passato.

Ricordo che uno dei momenti che più mi erano piaciuti nel primo libro – con quella sensazione da guilty pelasure mentre leggevo – era l’apparizione di Dante. Senza dubbio oggi è più conosciuto di Cavalcanti ed era stato divertente trovarlo nella narrazione, ma qui gli viene dato più spazio.
Quando compaiono personaggi storici reali nei libri ho sempre timore che vengano trattati con troppo riguardo, come se non si volesse intaccare l’aura di importanza che i secoli gli hanno costruito intorno. Preferisco quando viene invece mostrato il loro lato più umano, ed è ciò che ho trovato per Dante in Eternal war. Mentre leggevo mi è tornato in mente Benigni in Tutto Dante, che diceva di come noi oggi lo pensiamo serio e austero, e dobbiamo sforzarci per immaginarlo come una persona. Livio Gambarini è riuscito a fare questo, è riuscito a mantenere il poeta e a unirvi l’uomo, quello con il quale potersi confrontare, quello che si può capire senza aver studiato alcunché.
Ciò detto, devo ammettere che un’infarinatura o almeno un vago ricordo delle lezioni di italiano possono rendere questo libro ancor più godibile. Infatti rileggere i sonetti di Cavalcanti in chiave di lettura fantasy, o leggere della genesi di “Tanto gentile e tanto onesta pare”, mi è piaciuto moltissimo.

In ultimo vorrei spendere due parole sulle Lande dello Spirito, questa sorta di universo invisibile, che riflette senza inganni ciò che siamo. Leggere di questo mondo è bellissimo, è come entrare in un paese delle meraviglie, ma più cupo e inquietantemente realistico. La immagino con i contorni sfocati e i colori distorti, a volte più spenti altre più cangianti di quanto non siano nella realtà.
Ammetto che anche queste descrizioni sono complesse da leggere, perché l’autore parla di un mondo con regole proprie, dove tutto è simbolico. Mi viene difficile persino da spiegare, ma nelle scene ambientate nelle Lande mi sembra che mi sfugga sempre qualcosa.

Penso di non aver trovato, finora, un fantasy per adulti così accurato, sia nel linguaggio che nella ricerca storica. Mi piace come racconta e immagina avvenimenti che probabilmente la maggior parte di noi conosce tramite i libri di scuola. Mi piace immaginare che sia davvero andata così.
Vi lascio con un piccolo estratto, una descrizione di ciò accade nelle Lande alla presenza del Papa, e che ha destato la mia attenzione. L’ho adorata per la sua genialità, per i dettagli, per l’umorismo.
Insomma, per sicurezza ve lo dico chiaramente: procuratevi Eternal war, giusto per farvi un regalo.



Cercando di non farsi accecare dalla dannata luce di gloria, Kabal strizzò le palpebre e guardò in su. Dopo alcuni istanti, dal bruciore accecante emerse la forma del Sovrano della Chiesa.
Era un gigantesco fiore con la base cinta da una corona d’oro, da cui si innalzavano centinaia di petali simili a cappelli vescovili di velluto candido. Dalla punta di ogni petalo si irraggiava un filo lucido, che saliva a scomparire oltre l’oculo della cupola.
Dagli interstizi tra i petali stillava una densa melma nera, che colava ad ammucchiarsi sul pavimento. Spiriti alacri con mani di vanga la spingevano in cumuli mollicci agli angoli del salone, dove ecclesiasti incappucciati erano intenti a divorarla, bruciarla e tramutarla in inchiostro santo; quella in eccesso spariva semplicemente in larghe fenditure sul pavimento.
Kabal toccò la spalla di Portinum: “Deh, non ti pare che l’ultimo Pontifex producesse più melma di questo?”

lunedì 14 marzo 2016

Eternal war, Gli eserciti dei santi – Livio Gambarini

Qualche tempo fa la casa editrice Acheron Books mi ha gentilmente inviato una copia ebook di uno dei romanzi da loro pubblicati. Devo ammettere che all’inizio ero restia ad accettare di scrivere una recensione del libro, perché leggendo la trama non sapevo se sarebbe stato nelle mie corde. Il rischio era quello di avere una recensione negativa, ma più per un gusto personale che per il libro in sé.
Ormai sono un po’ di anni che non leggo un libro fantasy. Per qualche motivo tutti quelli che inizio non mi soddisfano, quindi li lascio a metà o li termino con fatica. Quando sono andata a leggere la quarta di copertina di “Eternal war”, di Livio Gambarini, in parte i miei dubbi si sono fatti più ampi, in parte ero incuriosita. Il libro è un fantasy storico, ambientato nella Firenze del XIII secolo, in piena guerra tra le fazioni di Guelfi e Ghibellini.
Ero curiosa perché non ho mai letto un libro fantasy di questo tipo, che avesse come base proprio la storia che noi tutti conosciamo. Ammetto di essere stata un poco preoccupata per quanto riguarda l’epoca scelta e per i personaggi. Avevo paura che il mondo di allora venisse edulcorato e che i personaggi di Guido Cavalcanti e Dante Alighieri non venissero rappresentati come io amo immaginarli.
Alla fine però la curiosità ha prevalso e ho cominciato a leggerlo. E meno male…
 
Si sta per disputare la battaglia di Montaperti, fra Guelfi e Ghibellini, e le famiglie delle due fazioni sono schierate l’una contro l’altra. Certi di vincere per capacità numerica, i Guelfi sono tronfi e sicuri di sé, ma nelle loro anime non alberga un briciolo di umiltà o fede. Incredibilmente i Ghibellini vincono la battaglia e le famiglie avversarie, fra cui quella dei Cavalcanti, subiscono molte perdite. I nemici entrano a Firenze e i Cavalcanti sono costretti a fuggire.
Questa vittoria viene prontamente spiegata da quello che accade in una sorta di universo parallelo che si muove, non visto, in mezzo a noi. Nello Spirito la fazione Ghibellina aveva alleati potenti, Santi e magie che i Guelfi non avevano a disposizione.
Lo spirito dei Cavalcanti, l’Ancestrarca Kaballicante (chiamato anche Kabal), cerca di fare quello che può per salvare la sua famiglia umana. Cede parte del suo potere per salvare il piccolo Guido Cavalcanti, rapito dai Ghibellini, poiché alla sua nascita ha investito molto sul bimbo, regalandogli più Virtù di qualsiasi alto umano a Firenze.
Passati molti anni, Guido si è fatto un ragazzo capace, arguto e in grado di ammaliare la gente. Alla morte dei genitori diventa capofamiglia e, innamorato di Bice degli Uberti, vorrebbe chiederla in sposa. L’unico ostacolo è la sua provenienza: Bice fa parte di una delle più potenti famiglie di Ghibellini e Guido deve essere cauto nella sua proposta di matrimonio. Per indirizzare il suo amore lungo una via priva di rischi, che gli impedisca di fare follie, uno spirito lo spinge a scrivere sonetti d’amore.
Nello Spirito le cose non vanno meglio. Kabal ha molti nemici e deve tentare il tutto per tutto per riavere il suo antico potere. Inoltre rischia di perdere il ‘comando’ che esercita su Guido, poiché un altro spirito, Ancestrarca di una famiglia nemica, ha messo gli occhi su di lui e vorrebbe portarlo dalla sua parte.
 
Scrivere questa piccolo sinossi è stato piuttosto complicato, perché “Eternal war” non somiglia a nulla che abbia mai letto prima. Questa è la cosa che più mi è piaciuta del romanzo, è innovativo e incalzante, e le idee che sostengono la narrazione sono originali.
Per sapere come andrà a finire dovrete leggerlo, un po’ perché ve lo consiglio, un po’ perché non vorrei fare troppi spoiler, e anche perché scriverlo nella recensione e spiegarvi tutto sarebbe troppo complicato.
Ma passiamo ai pro e ai contro.
Oltre all’originalità ho apprezzato moltissimo la ricostruzione storica. Quasi mi sembrava di essere lì a Firenze, in mezzo alle vecchie case e agli enormi e lussuosi palazzi in pietra, che allora erano un modello di modernità e potere. Il modo in cui agiscono i personaggi, in cui si rapportano fra di loro, sia quelli umani che quelli ‘spirituali’, se così possiamo chiamarli, è molto diverso dal modo in cui siamo abituati oggi a vivere, e questo mi è piaciuto perché dava alla storia un sapore più vero.
Altra nota positiva sono i personaggi. E va bene, la maggior parte aveva una bassa morale e curava gli interessi della famiglia, il potere, la ricchezza e la fama. Però a me sono piaciuti lo stesso. Vi dirò di più, il mio preferito era Kabal! Per tutta la narrazione ha brillato per astuzia, cinismo, una leggera avidità e quanto basta di leccaculaggine. Però era il personaggio più geniale di tutti (assieme allo spirito di San Pietro, che mi ha fatta sbellicare)! A costo di essere anacronistica, direi che è machiavellico.
L’inizio del romanzo era un po’ confusionario. Ho faticato a immergermi nella storia perché si inizia subito con molti concetti da imparare. L’universo creato dall’autore è complesso e lui ci immerge subito il lettore con tutte le scarpe, il che spiazza. Questo, oltre al fatto di trovarsi proprio in mezzo ad una battaglia e a scene di azione, rende difficoltoso seguire la narrazione in un primo momento.
Altro neo è che tutto il romanzo mi è sembrato un poco affrettato, come se si avesse premura di arrivare alla fine. Mi sarebbe piaciuto soffermarmi di più sul carattere di Kabal e di altri spiriti e sulle storie che li legano.
 
In conclusione, devo dire che ho trovato “Eternal war” un libro bello, godibile e che tiene l’attenzione alta. Lo consiglio? Direi di sì, anche se ho paura che sia fruibile da una nicchia di lettori, coloro che amano il romanzo storico e anche quello fantasy.
Nonostante questo ha il grandissimo pregio di essere lontano da qualsiasi cosa conosca, non è paragonabile a nulla.
Leggerlo comporta una costante, bella sorpresa.

domenica 28 febbraio 2016

Acheron books

Buondì a tutti, questo è un post piccolo, con qualche informazione.
Intanto vi dico subito che i post sono rallentati perché sono molto impegnata oltre che a fare le solite cose che fanno tutti, anche a scrivere e a cercare casa. Ma non vi preoccupate, i post ci sono, molti sono già pronti, devo solo prendermi un attimo con calma per rileggerli e postarli.
Tuttavia devo ammettere che mi piace avere dei tempi lunghini fra un post e l’altro, perché non vedo il motivo di rimpinzare il blog di articoli che non mi interessano davvero o che ho dovuto scrivere di fretta.
 
Vorrei ringraziare la casa editrice Acheron Books, per avermi inviato il romanzo fantasy storico di Livio Gambarini, “Eternal war”. Quindi aspettatevi presto una recensione, perché ho appena iniziato a leggere il libro e penso che non mi ci vorrà molto per ultimarlo, oltre che per scriverne una recensione.
Approfitto per ringraziare la Acheron Books e vi lascio un link al loro sito qui. Dopo essere andata a leggere di cosa si trattava il romanzo di Gambarini e aver accettato l’offerta di recensire il libro sono andata a dare un’occhiata al loro catalogo. Ho trovato dei romanzi molto curiosi e delle copertine stupende, quindi se siete curiosi anche voi ecco, spero troviate qualcosa che vi piaccia.
 
E dopo questo piccolo post informativo vi lascio e vi auguro buonsalve (che va bene per il mattino, il pomeriggio e la sera!).