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lunedì 11 maggio 2015

Ci vuole feeling

Ci sono delle città che amo moltissimo, pur avendole visitate una volta sola o magari anni fa, ma mi sono rimaste impresse. Non sono stata in moltissimi posti, quindi non posso fregiarmi di amare cittadine semisconosciute ai quattro angoli del mondo, vado sul semplice: amo Parigi e Londra. Entrambe di un amore diverso, perché mi ricordano momenti diversi e mi trasmettono sensazioni differenti.
Dato che la mia testolina libro-maniaca è sempre al lavoro, e sempre pronta a cogliere qualunque occasione, mi sono chiesta quali sono i libri legati a quelle città, e come si fa a ricreare l’atmosfera peculiare e le emozioni che ognuna di queste trasmettono.
Per qualche motivo diffido sempre dei romanzi con un titolo come “Un amore a Parigi”, o “Innamorarsi a Londra”, seppure una parte di me sia sicura che il titolo originale sia ben diverso e magari anche più fantasioso. Il fatto principale comunque è che la maggior parte di questi sono romanzi rosa, e sono molto prudente nei riguardi di questo genere perché so che non fa per me. Quindi l’amara verità è che non conosco nessun romanzo ambientato a Londra o a Parigi e che riesca a farti entrare nella città. Se qualcuno in ascolto – o meglio, in lettura – ne conosce qualcuno, lo prego di consigliarmi dei titoli.
 
Londra, vista da non so bene da che punto.
Di sicuro comunque potete riconoscere il Big Ben e la ruota panoramica!
 
Una delle conclusioni a cui sono giunta è che, per essere riportati all’atmosfera così speciale di una data città, si deve essere prima di tutto fortunati. È una questione di fortuna, perché si deve trovare l’autore che ha, della stessa città che amiamo, un’idea analoga alla nostra.
Ad esempio a me piace Londra perché mi trasmette sensazioni di nuovo e antico al tempo stesso. La storia della città spicca nelle vie, nelle piazze, nei palazzi, nei musei, tuttavia vi si amalgama benissimo il nuovo, il moderno, le mille possibilità che Londra offre. Per me Londra è la città dove tutto è possibile, dove la storia e il futuro si mischiano, dove può succedere qualcosa da un momento all’altro.
Parigi invece mi mette allegria, mi fa sentire rilassata e felice delle piccole cose. Ha un che di naif, di genuino e semplice, che mi fa subito venire voglia di passeggiare, scoprire i piccoli luoghi nascosti della città, quelli dove regna il silenzio e la pace e quelli dove i rumori cittadini si levano in cielo, ma sempre con una certa tranquillità, con serenità. Parigi mi fa sentire come se tutto fosse fermo ad un momento perfetto.
Certo mi andrebbe male se leggessi dei libri di persone che vedono le due metropoli in maniera totalmente opposta dalla mia, Londra uno stressante viavai di giorno e solo movida la notte, e Parigi la capitale della moda, di cui, a me, non frega niente.
Quindi penso che sia così: una questione di feeling fra noi e l’autore. Forse è la chiave per apprezzare molti più libri di quanto non immaginiamo. Non è facile farsi andare giù una storia che porta avanti ideologie completamente diverse dalle nostre, così come invece partiamo più bendisposti con un libro che sentiamo vicino al nostro pensiero.
Che ne dite? Il feeling può essere una delle basi per un buon libro? Vero è che raramente si può conoscere un autore e capire se c’è feeling fra la nostra personalità e la sua, ma vi è mai capitato di leggere qualcosa che avesse una tematica o delle idee che non vi vanno giù, riuscendo tuttavia ad apprezzare la lettura?
 
Ecco la chiesa del Sacro Cuore di Parigi!
 
P.S. E dire che questo doveva essere un post per conoscere libri ambientati a Parigi o a Londra. Come può essere che finisco sempre fuori dal tema che mi predefinisco?
 
P.P.S. Ho vinto il secondo posto al concorso indetto da Sem Edizioni! Spero di avere presto novità sulla pubblicazione, appena so qualcosa vi dirò. Intanto, beccatevi la targa!