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sabato 1 novembre 2014

Serie vs. autoconclusivi

   Ho notato che, proprio per natura mia, le “cose a puntate” non mi fanno impazzire. O meglio, odio tutto ciò che la tira per le lunghe. Dopo un po’ se una serie tv, un libro o un fumetto non accennano a finire, io lo mollo.
   Vi basti pensare che l’unico telefilm che ho visto per intero è stato Ugly Betty, che dura solo quattro stagioni. Altri telefilm che mi sono piaciuti sono Dexter, in cui ogni serie può essere vista a sé, e Misfits, perché dura pochissimo – ammetto che complice è stato anche Robert Sheehan con il suo stupido personaggio!

Andiamo... come resistergli?
   Stessa cosa con gli anime, il che è un vero problema perché hanno questa brutta abitudine di durare anni, e anni... e… anni. Ho visto tutto Death Note, Soul Eater, GTO, Lovley Complex e Host Club. Ma non chiedetemi di guardare quelle cose che durano cinque o seicento puntate perché potrei decidere di mettere fine alle mie sofferenze molto prima.
 
   In quanto a libri, anche lì non vado molto lontano. Ho letto pochissime serie, sempre per lo stesso motivo.
   La più lunga, in quanto a numero di volumi, è Harry Potter. Ancora in lettura ho “Abarat”, che doveva essere una trilogia ma alla fine Clive Barker ha sadicamente deciso che vuole scrivere altri due libri, e manca ancora l’ultimo. Poi ci sono Paolini con “Il Ciclo dell’Eredità”, e la Mayer con “Twilight”, che ne contano quattro. Infine ricordo vagamente che lessi “Le cronache del mondo emerso” di Licia Troisi, ho letto (e adorato!) la saga “Millennium” di Larsson e sto ancora leggendo “Hunger games”. Tutte trilogie.
   Alla luce di questo credo che la trilogia sia il massimo cui posso aspirare, ora. Anzi ad essere del tutto sincera cerco di scansare libri che fanno parte di serie. Non che le serie siano in qualche modo peggio dei libri autoconclusivi, solo che io preferisco questi ultimi.
   Riconosco che ci sono in entrambi dei vantaggi e degli svantaggi.
 
   Può capitare di comprare un libro e, una volta tornato a casa, renderti conto che si tratta del secondo di una serie.
 
 
   Possiamo sempre crogiolarci nell’idea che ritroveremo il nostro personaggio preferito nel prossimo libro.
 
   L’autore di una serie può decidere ad un tratto di darsi all’ippicca, andare a vivere in un isola deserta o uccidere tutti i personaggi in una zombie apocalypse perché si è stufato. Lui ha il potere!
 
   Una volta finita una serie possiamo mettere tutti i libri sullo scaffale uno di fianco all’altro in bell’ordine e ammirarli amorevolmente come farebbe una madre con i suoi figli.
 
   Quando finiamo il volume di una serie saremo mentalmente instabili fino a che non avremo il prossimo fra le mani.
 
   Se vogliamo sapere come una serie va a finire dobbiamo spendere un bel po’ di danari.
 
   I lettori di serie sono costantemente minacciati dagli spoilers.


   Fatemi sapere un po’ che ne pensate. Preferite serie o autoconclusivi? Pensate che ci siano altri pro o contro per l’uno o per l’altro genere? Chiaramente io, da difensora degli autoconclusivi, ho trovato più contro nelle serie, ma sono parecchio curiosa di sapere se ci sono dei pro che non ho considerato. O se gli autoconclusivi hanno dei contro che mi sono sfuggiti.