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mercoledì 17 giugno 2015

Shadowhunters, Città di ossa – Cassandra Clare

Non mi sono mai piaciuti fino in fondo i blog che leggono libri di dubbia qualità solo per poterli recensire con ironia e cattiveria, tuttavia ammetto di essermela andata a cercare, questa volta. Sapevo che “Shadowhunters” non era il mio genere preferito, tuttavia ho deciso di leggerlo lo stesso. Perchè? Mah, direi che è perché a volte mi ostino a credere al gusto della massa, dicendomi «se è piaciuto a così tanta gente, qualcosa di buono lo avrà!»
Non credo imparerò mai la lezione. Non la voglio imparare. Ogni tanto ho bisogno leggere libri che so come andranno a finire e che parlano di ragazze sfigatelle che diventano reginette del ballo scolastico (pre-adolescente mode: ON).
Comunque sarebbe sbagliato dire che non mi è piaciuto per niente, infatti ci sono degli elementi che sono stati piacevoli, inaspettati e interessanti. Purtroppo si mischiano ad uno stile semplicistico, delle situazione scontate, spiegazioni confusionarie e una trama già trita e ritrita.
 
Clarissa – Clary – Fray ha quindici anni e abita con la madre artista, Jocelyn, a New York. La sua è la vita di una qualsiasi adolescente, ma viene scossa quando assiste ad un soprannaturale omicidio di cui lei sola riesce a vedere vittima e carnefici. Inizialmente non sa cosa fare e tenta di tenere ogni cosa nascosta, persino al suo migliore amico Simon e all’amico di famiglia Luke, per lei alla stregua di un padre, ma soprattutto a sua madre, perché sa che non sopporta quel genere di fantasie. Ogni suo intento svanisce quando, un giorno, trova la casa distrutta e sua madre scomparsa.
Inaspettatamente, in suo aiuto accorre uno dei carnefici invisibili agli occhi degli altri, Jace, che la trae in salvo e decide di ospitarla all’istituto dove vive. Lì, Clary viene a sapere dell’esistenza di un mondo invisibile, fatto di demoni e angeli, e dei ‘discendenti’ di questi sulla terra. Gli Shadowhunters sono cacciatori di demoni, per metà angeli, mentre altre creature come vampiri, licantropi e fate sono per metà demoni.
Grazie all’aiuto di Jace, degli altri ragazzi dell’istituto e anche del suo migliore amico Simon, Clary scopre che sua madre era una Shadowhunter, che ha preferito fuggire da quel mondo per proteggerla. A rapirla è probabilmente stato Valentine, uno Shadowhunter ribelle che voleva impossessarsi della Coppa Mortale, un potente oggetto magico, per scopi oscuri.
Dopo ricerche e corse lungo la città Clary ritrova sua madre, e scopre che Valentine non è altri che suo padre, che lei credeva morto, e che Jace, di cui si era nel frattempo innamorata, è suo fratello. Non riescono a salvare la Coppa dalle mani di Valentine, ma recuperano Jocelyn, e Clary capisce che non potrà più ricominciare una vita normale.
 
Cominciamo dalle cose buone, perché sono di meno.
L’autrice ha pensato bene a tutti i meccanismi del mondo che ha creato perché nulla è lasciato al caso, il che è una cosa ammirevole perché ci sono parecchi libri – più di quanti immaginiamo – che hanno contraddizioni interne che rendono impossibile la trama, e causano nel lettore “l’effetto WTF?!”.
Altra cosa ben riuscita sono i personaggi. Anche se la densità della trama non permette un’introspezione ampia dei personaggi, questa si intuisce al di sotto dei loro comportamenti, dei meccanismi con i quali si rapportano, inoltre risultano nel carattere e nelle reazioni estremamente realistici. Il mio preferito è stato di gran lunga Simon, dolce e simpatico, ma all’occorrenza anche coraggioso, e dato che un personaggio non è completo se non ha dei difetti, ecco quelli di Simon: non sa quando smettere di scherzare e, quando vuole, sa essere schietto fino a ferire le persone.
In questo libro non esiste il bene e il male, ottima cosa se pensiamo che è indirizzato ad un pubblico di ragazzi, dove la maggior parte dei libri contengono fazioni distinte, il bello e il brutto, il bianco e il nero e così via. Jocelyn, la madre della protagonista, fugge proprio da quelli che sono i cosiddetti buoni, e Valentine, nemico per eccellenza, faceva parte delle loro schiere. Questa è una cosa che adoro vedere nei libri, perché non c’è mai un solo punto di vista.
Oltre a questo i dialoghi non mi sono dispiaciuti, sono abbastanza realistici e strappano un sorriso ma, a parte queste cose, gli altri sono tutti difetti.
 
Cassandra Clare
In primis, la sovrabbondanza di informazioni. Ancora non credo di aver capito bene le divisioni fra demoni, demoni veramente brutti e cattivi, demoni ma non troppo perché in fondo prima erano esseri umani, e ancora demoni che prima erano esseri umani ma sono stati trasformati male e quindi sono cattivi lo stesso!, insomma, un marasma di informazioni che al lettore servono solo in parte, perché non sono utili alla trama. Aggiungono qualcosa al mondo creato dalla Clare, e sono belli in quanto ‘particolare in più’, ma queste informazioni devono essere date con parsimonia, non tutte assieme, oppure deve essere fatta una scernita fra quelle che sono veramente utili e quelle che si possono eliminare.
Secondo difetto è il prevedibilissimo e noiosissimo triangolo amoroso, che si può intuire fin dal principio e, francamente, ci si chiede con quale scusa la stessa protagonista non lo veda – perché non lo vede, lei, fino a quando non glielo dicono a chiare lettere.
Il colpo di scena finale, poi, lo avevano già fatto in Gerre Stellari.  Badate che io non sono un’amante di Guerre Stellari, ne ho visto solo uno e poi sono scappata dal cinema a metà film (avevo sbagliato sala…), tuttavia lo conosco e quando l’ho letto in “Shadowhunters” avevo intuito dal principio della scena quale fosse la grande rivelazione che stavano per farci. Come in tutto il resto del libro, lunica a non capirlo è la protagonista.
A questo proposito, penso che la protagonista sia fin troppo ingenua. Clary non si rende conto che Simon è da anni innamorato di lei. Non si rende conto, pur sapendo che Valentine è suo padre, che è anche il padre di Jace, nonostante questi continui a chiamarlo «mio padre». Non si rende conto che sua madre a delle cicatrici bianche quasi invisibili su tutto il corpo, o comunque sembra farci caso solo quando gli altri glielo fanno notare. Insomma, l’ingenuità che dovrebbe causare simpatia è portata all’estremo e Clary sembra solamente stordita.
Come ho già detto lo stile è acerbo, semplice e un po’ frettoloso in alcuni punti, mentre si dilunga nelle parti ritenute più interessanti, ad esempio quando parla della storia d’amore fra Jace e Clary. Inoltre ho fatto davvero fatica a leggere le ultime pagine, nonostante fossero quelle più dense di avvenimenti – forse perché mi ero un po’ stufata del libro in generale.
Una cosa che non mi è piaciuta per niente è che alla fine tutti i personaggi, anche quelli che con Clary avevano avuto litigi, screzi e antipatie, la trovino simpatica. La cosa non ha senso né per la trama, né per l’evoluzione dei personaggi. Clary non ha fatto nulla per mettere pace fra lei e questi personaggi, anzi ne ha quasi fatto uccidere uno e non ha mai fatto segreto della sua antipatia verso l’altro, quindi non ha senso che all’improvviso si stiano simpatici, si perdonino e si facciano le moine solo perché il libro sta per finire!
 
E qui mi fermo. Questi sono solo giudizi personali, non pretendo di avere la verità fatta recensione fra le mani. Di sicuro non faccio parte della fetta di pubblico cui è destinato questo libro, perché in giro ho letto solo – solo! – recensioni positive per “Shadowhunters”.
Non ho intenzione di leggere il secondo, proprio mi passa la voglia anche solo a pensarci, nonostante in molti assicurino che il bello arriva nei seguenti libri. So però che ne faranno una serie televisiva e quella, chissà, potrebbe anche essere piacevole da guardare, perché l’unica domanda che mi è rimasta in testa di tutto il libro è se i mezzi demoni alla fine verranno accettati, o se il razzismo demoniaco continuerà a dilagare.
 
Questa è un'immagine del film di qualche anno fa.
Facendo la ricerca mi sono chiesta più e più volte come mai gli Shadowhunters
vestano solo di pelle... e perché il cattivo dev'essere sempre figo (notare addominali in vista).